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Tra Arte e Moda

La moda è arte?
Una semplice domanda nasconde il complesso universo di una relazione articolata, su cui si è indagato a lungo nel corso del tempo, senza mai giungere però a una definizione chiara o univoca. Il presente progetto analizza le forme di dialogo tra questi due mondi: contaminazioni, sovrapposizioni e collaborazioni. Dalle esperienze dei Preraffaelliti a quelle del Futurismo, dal Surrealismo al Radical Fashion.
Nel percorso si focalizza l’attenzione sul lavoro di Salvatore Ferragamo, affascinato e ispirato dalle avanguardie artistiche del Novecento; su alcuni atelier degli anni cinquanta e sessanta, luogo di studio e d’incontri; e sulla nascita della cultura della celebrità, per proseguire con le sperimentazioni degli anni novanta e arrivare a domandarsi se nell’industria culturale contemporanea si possa ancora parlare di due mondi distinti, o se invece siamo di fronte a un fluido gioco di ruoli.
La particolarità del piano espositivo risiede nella collaborazione con altre istituzioni culturali, che hanno partecipato attivamente alla realizzazione dell’idea, con l’obiettivo di invitare a una riflessione comune: oltre al Museo Salvatore Ferragamo, promotore e organizzatore del progetto insieme alla Fondazione Ferragamo, a Firenze la Biblioteca Nazionale Centrale, le Gallerie degli Uffizi (la Galleria d’arte moderna, la Galleria del Costume di Palazzo Pitti), il Museo Marino Marini e, a Prato, il Museo del Tessuto.

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Salvatore Ferragamo, Tirassegno, 1958, décolleté in camoscio giallo ocra e applicazioni in capretto policromo.

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Kenneth Noland, Senza titolo, 1958, acrilico su tela. Bergamo, Collezione privata (per gentile concessione della Galleria Fumagalli, Milano).

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Rosa Genoni, Manto da corte “Pisanello”, 1906, velluto di seta con ricamo ad applicazione di merletto, filati metallici, canutiglia, cannucce e perle. Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria del Costume di Palazzo Pitti.

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Elsa Schiaparelli con Jean Cocteau, Cappotto da sera, collezione inverno 1937, maglia di rayon. Il motivo a coppa di Rubin, disegnato da Jean Cocteau, è stato ricamato dalla Maison Lesage. Filadelfia, Philadelphia Museum of Art, dono di Elsa Schiaparelli (1969).

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Paolo Scheggi, Intersuperficie curva, 1967, acrilico blu su tre tele sovrapposte. Milano, Collezione Franca e Cosima Scheggi.

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Germana Marucelli, Abito corto da sera, “Linea Alluminio”, 1968, collezione Alta Moda, autunno/inverno 1968-1969, paillettes su organza di seta con motivi a “scudo” ideati in collaborazione con Paolo Scheggi. Collezione privata (per gentile concessione dell’Archivio Germana Marucelli, Milano).

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Issey Miyake, Plastic Body, 1980, corpetto in fibra di plastica rinforzata. Tokyo, The Miyake Issey Foundation.

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Christopher Makos, Altered Image, 1981, 120 #6 frame 10, stampa digitale. Collezione privata.

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Nick Cave, Soundsuit, 2010, telaio di centrini squadrati sul retro, centrini disposti a spirale nella parte anteriore, tessuti di maglia, paillettes, presine da cucina, centrini vintage e leggings in maglia. Parma, Collezione Emanuela Barilla.

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Yinka Shonibare, MBE, Food Faerie, 2011, manichino in fibra di vetro, cotone olandese stampato, pelle, ali piumate, basamento in acciaio. Berlino, per gentile concessione Yinka Shonibare e Blain|Southern Gallery.

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Irina Kulikova Viktor&Rolf, Irina, collezione “Shirt Symphony”, primavera/estate 2011, abito in raso e merletto con polsini da camicia incorporati nel colletto. Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen, Collezione H+F.

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